LA STORIA DEL MALANCA 125cc. 1973-1974
Nel 1967, al momento del ritiro della Suzuki nella 125cc, ha ancora sotto contratto, per il 1968, Hans Georg Anscheidt e Stuart Graham e decide di lasciare a loro due 125cc a testa con relativi ricambi per correre, in seguito Anscheidt vende le sue Suzuki RT 125cc a Dieter Braun, che le utilizza dal 1969 al 1970 arrivando 2° nel Campionato del Mondo del 1970, per poi cederle all’ Austriaco Harald Bartol.
Le Suzuki di Graham, riconoscibili perché avevano il telaio in alluminio anziché in acciaio, vengono invece acquistate da Barry Sheen che le utilizzò nel biennio 1970-1971 arrivando 2° nel Mondiale del 1971 dietro a Angel Nieto con la Derbi.
Alla fine del 1972 la Malanca decide di partecipare al Campionato del Mondo delle 125cc. Per contenere i costi su indicazione del suo capo tecnico Giancarlo “Fuzzi” Librenti, acquista in Olanda una delle Suzuki RT 125cc. ex Barry Sheen, l’altra andrà alla scuderia Imperiali dove gareggiò nel Campionato Italiano Seniores con diversi piloti, (Bertarelli-Ieva-Di Giacinto-Massimiani) terminando la sua carriera e nel 1974 come Minarelli Bimm e portata in gara da Pier Paolo Bianchi.
La Suzuki acquistata dalla Malanca ha diverse stagioni alle spalle e soffre di un certo gap prestazionale e viene sottoposta ad un lavoro di aggiornamento da Librenti che ha nell’ accensione Motoplat, costruita in esemplare unico per questa moto, una delle modifiche più significative. Il guadagno in termini di affidabilità e prestazioni rispetto al magnete Kokusan di primo equipaggiamento e alle successive puntine è notevole, ma per Otello Buscherini si presenta un problema. L’accensione infatti, è calettata sull’albero che originariamente sorreggeva le puntine e che ruota a velocità dimezzata rispetto all’albero motore. Questo determina una difficoltà nell’avviamento a spinta, non certo agevolato dai 49 kg di peso di Otello, così si spiegano le sue cattive partenze ed è spesso è costretto a grandi rimonte. Inoltre, vengono sostituiti i carburatori con dei Mikuni a vaschetta centrale e
diffusore da 28 mm, ma dopo alcuni test vengono utilizzati dei Dall’Orto da 30 mm. Vengono inoltre cambiate le bielle e montati nuovi pistoni di fabbricazione Italiana. Si provano diverse espansioni che perdono le protezioni anticalore originali, dato che la corporatura
minuta di Otello Buscherini non pone problemi di interferenza tra le gambe e gli scarichi. Vengono approntati anche un gran numero di ingranaggi per variare i rapporti del cambio. Originariamente la Suzuki nasce nel 1967 a 10 marce,(lubrificato con ben 1,5 litri di olio) questo cambio non è più ammesso dal nuovo regolamento che prevedeva non più di 6 marce, ma per il buon funzionamento dell’unità, occorreva mantenere l’ingranaggio della settima, dove era posizionato un fermo.
La perdita del fermo e il buon orecchio di Angel Nieto, che fece reclamo alla fine della gara del GP di Jugoslavia ad Abbazia nel 1974, privò della vittoria la Malanca (forse Nieto aveva contato una cambiata di troppo di Otello)
In Malanca si decise inoltre, di utilizzare due pompe elettriche Bosch (una per cilindro) di derivazione automobilistica per far circolare i due litri di liquido e garantire più potenza e una corretta refrigerazione dei cilindri.
Il telaio in alluminio dal classico disegno a “bassotto” con tubi principali di diametro variabile tra 29 e 31 mm e telaietto posteriore che scende a 22,5 mm di diametro, che si rifà al disegno dell’unità che equipaggia la 50cc monocilindrica Malanca, è molto stretto nella zona di attacco al telaio e si allarga prima della ruota posteriore. Questa forma consente di posizionare nuove staffe porta pedane più strette ed aderenti delle originali Suzuki per consentire ad Otello di avere i piedi protetti dalla carenatura e avere più vantaggio aerodinamico. Per la componentistica: sospensioni Marzocchi con forcella da 30 mm di diametro, freni Fontana a doppia camma e cerchi Borrani con pneumatici da 2,50-18 all’anteriore e 2,75-18 al posteriore.
Vengono rifatti completamente carena, serbatoio e codone per completare la trasformazione della vecchia Suzuki nella bianca e rossa Malanca.
Scheda tecnica Malanca 125cc GP 1973-1974
Motore: 2 cilindri in linea frontemarcia inclinati in avanti, 2 tempi, raffreddato a liquido con due pompe elettriche Bosch. Teste e cilindri separati in lega leggera. Alesaggio per corsa 43 x 42,6 mm, cilindrata 123,48 cc. Rapporto di compressione 14:1. Distribuzione a disco rotante. Potenza max 34 cv a 14.000 giri
Alimentazione: Due carburatori Mikuni VM 28 SC.
Accensione: Elettronica Motoplat.
Trasmissione: Primaria ad ingranaggi a denti dritti; finale a catena.
Frizione: Multidisco a secco.
Cambio: A sei rapporti con ingranaggi in cascata.
Telaio: A doppia culla chiusa in tubi tondi in alluminio.
Sospensioni: Anteriore forcella telescopica Marzocchi con steli da 30 mm; posteriore con forcellone oscillante in acciaio con due ammortizzatori Koni regolabili.
Freni: Anteriore a tamburo Fontana doppia camma e quattro ganasce da 210 mm; posteriore a tamburo Fontana a camma semplice da 210 mm.
Ruote: A raggi con cerchi Borrani da 18’’in alluminio.Pneumatici: anteriore 2,50-18; posteriore 2,75-18.
Dimensioni: ( in mm.) e peso: Lunghezza max 1.890, interasse 1.300, larghezza max 510, altezza max 960, altezza pedane 335, altezza sella 700, altezza manubrio da terra 625, luce a terra 180. Peso a vuoto 89 kg (anteriore 44 kg, posteriore 45 kg )