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24-25 luglio Imatra, Finlandia
L'associazione Otello Buscherini è sta invitata a partecipare alla rievocazione del celebre circuito con il Malanca 125cc con il quale Otello Buscherini vinse il Gran Premio il 29 luglio 1973.
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ASI Motor Show a Varano de Melegari
L'Associazione Otello Buscherini al circuito Varano de Melegari in occasione del ASI Motor Show .

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MARIO PRETA
un campione in punta di piedi


Mario Preta, “Gnafin” per gli amici, era nato a Pescara il 3 maggio del 1925.
Aveva due anni quando, nel 1927, la famiglia si trasferì a Forlì nella zona di Bussecchio e poi, nel 1939, in una casa al n°56 di corso Diaz dove, coi fratelli Eugenio, Vilma ed Edvige, trascorse l’infanzia.
Appena terminata la scuola il giovane Mario andò a lavorare come elettricista da “Turbiglio”, che aveva il negozio nel borgo Schiavonia e poi da Marastoni, un elettrotecnico che aveva la bottega in corso Diaz, dove rimase fino al 1954, anno in cui si dedicò al motociclismo come pilota professionista.
Come Preta sia giunto a correre in moto non si sa esattamente, ma certo è che, a partire dai primi anni Cinquanta, era quasi impossibile per un giovane in motocicletta potersi esimere dal gareggiare con gli amici del bar o altri conoscenti. Infatti, da poco tempo Mario aveva comprato una Vespa 125 e nel 1952 iniziò a correre nei circuiti romagnoli, prima con la Vespa e poi con la Benelli Leoncino 125 a tre marce.
Questo bravo ragazzo, rispettoso della famiglia, timido e dalla voce afona che neppure l’aspra inflessione romagnola riusciva ad alzare di tono: sembrava che parlasse in “punta di piedi”. Inutile dire che Mario era diventato l’orgoglio della città, del corso Diaz e nel bar Gisto dove aveva tanti amici.
Dopo alcuni successi importanti, anche per l’interessamento dei fratelli Bandini, Ugo in particolare, la Benelli gli mise a disposizione il Leoncino 125 a quattro marce e così in poco tempo Mario passò ai successi nazionali, specialmente in quelle lunghe gare, come la Milano-Taranto, che infiammarono ogni sportivo.
Dopo aver vinto diverse corse, verso la metà del 1954, Mario fu richiesto dalla Moto Morini, che gli affidò la nuova “Settebello 175cc”, la cui assistenza venne data al concessionario locale Pietro Spazzoli, che aveva il negozio in via Giorgio Regnoli. Fu così che Mario Preta abbandonò il negozio di Marastoni per dedicarsi completamente all’agonismo.
Nel 1955 Preta divenne a tutti gli effetti pilota ufficiale della Moto Morini e colse prestigiose vittorie col favoloso “Rebello 175cc”
Con le vittorie, in breve tempo si radunò intorno al nostro campione una nuova schiera di tifosi che andò ad unirsi agli amici del caffè di Gisto, al cognato Giuliano Montanari e alla sorella Edvige, che lo avevano seguito sin dall’inizio delle corse.
Nonostante la breve carriera agonistica, Mario dimostrò che in sella al “Rebello 175cc” era imbattibile e ricordando le ultime vittorie si pensi alla gara di Imola dell’8 maggio 1955 che vinse con una media superiore alla 250cc
La vittoria di Gallarate e quella di Camerino dove si aggiudicò anche il giro più veloce.
La strepitosa e immemorabile vittoria nel circuito del Mugello di 19 km. e 300 metri, dove sfiorò la media della Ferrari 3000 Sport di Umberto Maglioli che nello stesso circuito aveva vinto una settimana prima.
La mitica Milano-Taranto dove Preta corse in stupefacente progressione e passò, in mezzo al clamore urlante dei cittadini, sesto a Forlì, quarto ad Ancona, terzo a Roma prima di giungere vittorioso a Taranto, alle media di km/h 115,265, qualificandosi anche secondo assoluto preceduto solo dalla Gilera 500cc da Gran Premio di Bruno Francisi
Infine, la sua ultima grande vittoria nella Bolzano-Mendola, una dura corsa internazionale in salita su un percorso di oltre 20 km., alla presenza di circa 60.000 spettatori, dove stabilì il nuovo record della corsa, detenuto fino allora dalla Guzzi 500 di Ludovico Facchinelli
Mario Preta morì durante una ricognizione del circuito di Senigallia era il 30 luglio 1955 ......

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